sabato 17 dicembre 2016

creature fantastiche..

e dove trovarle?

Al cinema e nel libro, dove sennò..

Non avendo sottomano il libro, mi sono recato al cinema di fiducia, dove la magia ha un costo.
Dopo i consueti 30 minuti buoni di pubblicità dove alcuni trailer vengono ripetuti, posso mettermi comodo e inizia così l'avventura.
Non ho intenzione di fare spoiler particolari per questo film quindi starò molto sul vago per chi non l'avesse ancora visto.

New York 1926

La professione più remunerativa capace di far battere i cuori alle donne dell'epoca è il magizoologo.
- ciao bellezza, che fai stasera? vuoi uscire con un magizoologo?
- il mio ragazzo fa il buttafuori in discoteca
- ah buona serata, tante care cose..

Questo tizio, il protagonista, arriva con una valigia di Mary Poppins piena di creature raccolte in giro per il mondo.
Tempi d'oro dove potevi portare una valigia con dentro la qualunque senza che nessuno ti faccia una profonda perquisizione, prova tu ora a portarti un barattolo di nutella all'aeroporto e vedi che fine gli fanno fare, tzè!

Comunque con un fantastico espediente narrativo viene scambiata questa valigia contenente tutte le creature e compagnia cantante, che dovrebbe pesare mille chili e invece è leggere e alla moda del momento, con un'altra valigia identica contenente i fondi neri di un'azienda newyorkese.

Da qui in poi inizia un susseguirsi di scene e citazioni, indecifrabili se non si è seguita almeno un pò la saga di Harry Potter, ma comunque godibile e per un pubblico più adulto.

Oh!.. e c'è anche Colin Farrell..mica cotiche, sembra uscito da Parnassus così com'era e inserito in questo film.

Quindi in conclusione, il film è ben fatto nelle sue atmosfere, ma mi ha lasciato nel finale un grosso e gigantesco MEH..

Perchè?
Andatelo a vedere oh!



sabato 3 dicembre 2016

Sentirsi osservati.

Da qualche tempo a questa parte, che faccia caldo oppure freddo, non appena apri un pochino la finestra, anche solo per pochi secondi uno spiraglio minuscolo, ci puoi contare.
La cimice è entrata.
Quando va bene è una, altrimenti viaggiano a gruppi, si fiondano nella finestra come malati di shopping al venerdì nero.
Diventata recentemente patrimonio dell'Unesco, insieme alla pratica dello Yoga, lo Yodel e il caffè e sigaretta, la cimice è un animale furbo e cacciatore, ma anche tenero e coccoloso.
Impiegato anche nello spionaggio ma senza dare risultati, ascoltava e basta.
Bisogna sfatare il falso mito della cimice che puzza, ma avete mai provato voi a prendere il treno e la metropolitana a sentire quanto puzza la gente?!
E non la schiacciamo nemmeno.
Per una puzzetta fatta davanti ad un insettologo tanti anni fa ora ne paga le conseguenza ma pensa te.
Tutte queste dicerie hanno contribuito a dar cattiva fama all'animale che tanti anni fa salvò la vita al premio nobel Alfred Belloreccia, professore alla cattedra della scuola municipale di Pressocchè di Sotto e inventore del vapore che esce dalla pentola quando l'acqua si scalda (prima non esisteva).
Il professor Belloreccia durante l'annuale gara di corsa sulle sedie da ufficio con le rotelle rischiò di perdere il controllo del mezzo e finire fuori strada alla prima curva, rischiando di cadere nel vicino strapiombo, se non fosse intervenuta la cimice che prontamente finì nella sua bocca facendolo cadere a terra molto prima che la sedia da ufficio con le rotelle andasse a sbattere contro il guard rail, prendesse fuoco ed esplose cadendo nel dirupo.
A chi di voi capiti di passare attraverso il paesino di Pressocchè di Sotto, proprio nel centro città potrà notare la statua del Prof. Belloreccia intento a tossire con due dita in gola, simbolo di salvezza.
Qual'è la morale di questa storia?
Se vedete una cimice pensate ai pregiudizi, a quanto la gente ora è invidiosa e cattiva, poi prendete l'aspirabriciole aspiratela, prendete il filtro, vuotatelo nel cesso e il giuoco è fatto.
Buona serata.



venerdì 18 novembre 2016

L'angolino vetusto del cinema.

E della tv.
Oggi volevo parlarvi delle prossime novità per quanto riguarda le serie tv e i film.
Una serie tv in particolare mi ha colpito, ispirata ai racconti di Douglas Adams, autore di "Guida galattica per autostoppisti".
Il telefilm si chiama "Dirk Gently Holistic Detective agency".
Le puntate una dopo l'altra sono un susseguirsi di WTF!, idee nuove e colpi di scena inaspettati che nel grande mare di serie tv non è poco, riesce a distinguersi creando nello spettatore curiosità e divertimento.
Per quanto riguarda il grande schermo invece sono in fissa per il trailer di "Ghost in the shell".
Il film non è altro che l'adattamento cinematografico dell'anime in tutto e per tutto.
In rete è già possibile vedere e confrontare alcune scene dall'anime al film di Scarlett Johansson.
Non vedo l'ora di vederlo al cinema.
Ultimo ma non per importanza, il nuovo film di una figura ormai storica nel mondo del cinema.
Un colosso.
King Kong.
Dopo Godzilla, il pubblico ha dato un riscontro positivo per quanto riguarda i mostri giganti.
E quindi via! prepariamoci a King Kong sempre più grande contro mostri grandi quanto lui e uomini piccoli piccoli che vengono schiacciati come mosche.
Prima o poi Guillermo del toro o qualcun'altro si deciderà a creare un film su Cthulhu...dai su!



domenica 30 ottobre 2016

Racconto di paura.

Un tempo a fine Ottobre riaffiorava anno dopo anno l'atmosfera macabra tipica della notte di Halloween.
Ora invece fine Ottobre è diventato il periodo in cui si parte per il Lucca Comics And Games !
Voglio postare un breve racconto, letto tanto tempo fa ma sempre bellissimo, da far gelare il sangue.
Scritto da William Wimark Jacobs il racconto si intitola:
LA ZAMPA DI SCIMMIA
Fuori, la notte era fredda e umida, ma nel salottino di Lakesman Ville le persiane erano chiuse e il fuoco ardeva allegro nel camino. Padre e figlio stavano giocando a scacchi, e il primo, il quale aveva a proposito del gioco idee che comportavano innovazioni radicali, metteva spesso il suo re in situazioni così inutilmente pericolose da suscitare persino i commenti della vecchia signora dai capelli bianchi che se ne stava seduta tranquillamente accanto al camino a lavorare a maglia.
- Senti il vento, - disse White, che, dopo essersi accorto troppo tardi di aver commesso un errore fatale, cercava di escogitare il sistema migliore perché il figlio non lo notasse.
- Lo sto ascoltando, - rispose il figlio, ma continuava a osservare con la massima attenzione la scacchiera, e allungò una mano. - Scacco.
- Credo proprio che non verrà questa sera, - brontolò il padre, una mano appoggiata sul bordo del tavolo.
- Scacco, - ripeté il figlio.
- Ecco il guaio di vivere fuori mano, - blaterò White, con improvvisa e imprevista violenza; - e, fra tutti i peggiori, i più infami posti fuori mano dove vivere questo è il peggiore. Il sentiero è un pantano e la strada è un torrente. Non so che cosa ne pensino gli altri. Probabilmente, dato che ci sono due case soltanto su questa strada, sono convinti che la cosa non conti più di tanto.
- Non preoccuparti, caro, - intervenne la moglie, conciliante; - forse 1a prossima volta vincerai.
White alzò la testa di scatto, appena in tempo per cogliere una occhiata di intesa fra madre e figlio. Le parole gli morirono sulle labbra, e egli nascose nella barbetta grigia un sorriso colpevole.
- Eccolo! - esclamò Herbert White, mentre il cancello sbatteva forte e un pesante scalpiccío si avvicinava alla porta.
II vecchio si alzò, desideroso di fare una buona accoglienza all'ospite, si affrettò verso la porta, e lo sentirono lamentarsi con il nuovo arrivato. Anche il nuovo arrivato si lamentava, ed allora la signora White fece: - Ssst, ssst! - e tossì adagio mentre il marito entrava nella stanza, seguito da un uomo alto e massiccio, dagli occhi piccoli e tondi e dal viso rubicondo.
- Sergente maggiore Morris, - disse il nuovo venuto, presentandosi.
II sergente maggiore strinse la mano ai presenti, accettò la poltrona che gli veniva offerta accanto al fuoco e assunse un'aria soddisfatta mentre il padrone di casa andava a prendere whisky e bicchieri e metteva sulla fiamma un piccolo bricco di rame.
Al terzo bicchiere i suoi occhi si fecero più lucidi ed egli cominciò a parlare; il piccolo circolo familiare guardava con interesse questo visitatore che arrivava da lontano mentre squadrava le larghe spalle nella poltrona e narrava di scene strane e di imprese epiche, di guerre e di pestilenze e di popolazioni curiose.
- Ventun anni di questa vita, - disse White, rivolgendosi alla moglie e al figlio. - Quando è partito era un ragazzino tutto pelle e ossa che lavorava nell'arsenale. E guardatelo un po' adesso.
- Sembra che non se la sia passata molto male, - osservò cortesemente la signora White.
- Anche a me piacerebbe andare in India, - disse White, - non fosse altro che per vedere come è fatto il mondo.
- State molto meglio qui dove siete, - fece il sergente maggiore, scuotendo la testa. E la scosse ancora dopo aver appoggiato al tavolo, con un sospiro, il bicchiere vuoto.
- Mi piacerebbe vedere quei vecchi templi, e i fachiri, e i giocolieri, - insistette il vecchio. - Che cosa avevate incominciato a raccontarmi l'altro giorno a proposito di una zampa di scimmia o simili, Morris?
- Niente, - si affrettò a rispondere il soldato. - O almeno, niente che valga la pena di ascoltare.
- Una zampa di scimmia? - chiese la signora White, incuriosita.
- Bene, è solo un esempio di quella che si potrebbe chiamare magia, forse, - disse il sergente maggiore, con aria disinvolta.
I tre ascoltatori si chinarono in avanti, più interessati che mai. Il visitatore si portò distrattamente alle labbra il bicchiere vuoto, poi tornò ad appoggiarlo sul tavolo. Il padrone di casa si affrettò a riempirglielo.
- A guardarla, - disse il sergente maggiore, frugandosi in tasca, - è una zampetta come tutte le altre, essiccata come una mummia.
Aveva preso di tasca qualcosa, e lo mostrò. La signora White si fece indietro con una smorfia, ma suo figlio invece lo prese e lo esaminò con curiosità.
- E che cosa ha di particolare? - chiese White che, dopo averla presa a sua volta dalle mani del figlio e dopo averla osservata, la mise sul tavolo.
- Ha un incantesimo che le è stato gettato da un vecchio fachiro, - spiegò il sergente, - un santone. Voleva mostrare che il destino domina la vita della gente e che coloro i quali vogliono interferire con il destino lo fanno a proprio rischio e pericolo. Ha messo su questa zampa un incantesimo in modo che tre uomini diversi potessero esigere da essa l'adempimento di tre desideri.
Parlava con una serietà così profonda che i suoi ascoltatori si resero conto come le loro risate apparivano un poco fuori luogo.
- Bene, perché non avete espresso i vostri tre desideri, signore? - domandò Herbert, molto a proposito.
Il soldato lo guardò come, in genere, la mezza età guarda la giovinezza presuntuosa. - Li ho espressi, - disse, adagio, mentre il suo viso segnato si sbiancava.
- E questi vostri tre desideri sono stati realmente esauditi? - volle sapere la signora White.
- Sì, - rispose il sergente maggiore, e il bicchiere gli picchiò contro i denti robusti.
- E qualcun altro ha visto soddisfatti i suoi tre desideri? - insistette la vecchia signora.
- Il primo li ha visti esaudire, sì, - fu la risposta. - Non so quali fossero i primi due, ma il terzo era morto. E' così che sono venuto in possesso della zampa.
Il suo tono era così grave che un profondo silenzio cadde sul gruppetto.
- Se voi avete già visto soddisfatti i vostri tre desideri, è inutile che la teniate allora, - disse alla fine il vecchio. - Per che cosa la conservate ancora?
Il soldato scosse la testa. - Una fantasia mia, immagino. Una volta mi ero messo in testa di venderla, ma credo che non farò mai una cosa del genere. Ha già provocato guai a sufficienza, questa zampa. E poi, nessuno la comprerebbe. Alcuni pensano che si tratti di una favola, e chi ci crede vuole prima metterla alla prova e poi pagarmi.
- Se poteste esprimere altri tre desideri, - chiese il vecchio, guardandolo fissamente, - lo fareste?
- Non lo so, - fece l'altro. - Non lo so.
Prese la zampa, la fece dondolare fra il pollice e l'indice, poi, con un movimento brusco, la buttò nel fuoco. Con un grido soffocato, White si chinò e la recuperò dalle fiamme.
- Meglio lasciarla bruciare, - proclamò il soldato con tono solenne.
- Se non la volete più, Morris, - disse il vecchio, - datela a me.
- No, - replicò l'amico, ostinato. - L'ho buttata nel fuoco. Se la tenete, non date a me la colpa di quello che può succedere. Se siete un uomo di buon senso, fareste meglio a rimetterla fra le fiamme.
L'altro scosse la testa ed esaminò con attenzione l'oggetto di cui era appena entrato in possesso.
- Come si fa? - domandò.
- Tenetela nella destra ed esprimete il desiderio ad alta voce, - spiegò il sergente maggiore. - Ma ci tengo a mettervi in guardia contro le conseguenze del vostro atto.
- Sembrano le Mille e una notte, - commentò la signora White, mentre si alzava e cominciava a preparare la cena. - Non vi pare che, per ciò che mi riguarda, potrei esprimere il desiderio di avere quattro mani?
Suo marito prese il talismano di tasca e poi tutti e tre scoppiarono in una risata, ma il sergente maggiore, il viso atteggiato ad una espressione di profondo allarme, lo afferrò per un braccio.
- Se proprio volete esprimere i vostri desideri, - disse, cupo, - chiedete almeno qualcosa di sensato.
White tornò a mettere in tasca la zampa, poi, sistemate le sedie, fece cenno all'amico di prendere posto a tavola. Durante la cena il talismano fu quasi completamente dimenticato, e più tardi i tre ascoltarono con profonda attenzione una seconda puntata delle avventure del soldato in India.
- Se la storia della zampa di scimmia non è più degna di fede di quelle che ci ha raccontato, - disse Herbert quando la porta si fu chiusa alle spalle del loro ospite, appena in tempo perché arrivasse a prendere l'ultimo treno, - credo proprio che non riusciremo a ricavarne molto.
- Gli hai dato qualcosa in pagamento, papà? - chiese la signora White, guardando attentamente il marito.
- Oh, una sciocchezza, - egli rispose, arrossendo un poco. - Non voleva accettare niente, ma ce l'ho costretto. Ed ha ancora insistito perché la buttassi via.
- Già, - fece Herbert, con ben simulato orrore. - Oh, saremo ricchi e famosi e felici. Esprimi il desiderio di diventare imperatore, papà, tanto per cominciare; in questo modo non sarai più agli ordini di tua moglie.
Poi cominciò a correre attorno al tavolo, inseguito dalla furibonda signora White armata di un copridivano.
White prese la zampa di tasca e la osservò, dubbioso.
- Non so quale desiderio esprimere, e questo è un fatto, - disse lentamente. - Mi sembra di avere tutto quello che voglio.
- Se solo potessi far rimettere in ordine la casa, saresti più felice, non è vero? - fece Herbert, appoggiandogli una mano su una spalla. - Bene, chiedi duecento sterline allora; saranno più che sufficienti.
Il padre, sorridendo un poco vergognoso della propria credulità, levò alto il talismano mentre il figlio, con un'aria solenne guastata però da un allegro ammiccamento alla madre si mise a sedere al piano e faceva echeggiare tutta una serie di lugubri accordi.
- Desidero duecento sterline, - disse il vecchio, scandendo le parole.
Il suono del pianoforte coronò la frase, ma fu subito interrotto da un grido di terrore del vecchio. La moglie e il figlio si precipitarono verso di lui.
- Si è mosso! - egli esclamò, con una occhiata di disgusto all'oggetto che giaceva sul pavimento. - Mentre esprimevo il desiderio, mi si è contorto in mano come un serpente.
- Bene, non vedo il danaro, - disse il figlio, raccogliendo la zampa e mettendola sul tavolo, - e scommetto che non lo vedrò mai.
- Deve essere stata la tua immaginazione, papà, - mormorò la moglie, guardandolo con espressione ansiosa.
- Egli scosse la testa, adagio. - Non importa, comunque; non è successo niente di male, ma è una cosa che mi ha dato lo stesso un brutto colpo.
Tornarono a mettersi a sedere accanto al fuoco mentre i due uomini terminavano di fumare la pipa. Fuori, il vento era più forte che mai, e il vecchio sussultò, nervoso, al rumore di una porta che sbatteva al piano di sopra. I tre rimasero immersi in un silenzio insolito e deprimente che durò fino a quando la vecchia coppia si alzò per andarsi a coricare.
- Probabilmente troverai i soldi avvolti in un grosso pacco in mezzo al tuo letto, disse Herbert, dopo aver augurato la buona notte, - e in cima all'armadio ci sarà accasciato qualcosa di orribile che ti spierà mentre metti in tasca quel danaro mal guadagnato.
Il mattino seguente, alla luce del sole invernale che pioveva sul tavolo della prima colazione, Herbert rise dei propri timori. Nella stanza c'era un'aria di sana allegria che era mancata completamente la sera precedente, e la sudicia e raggrinzita zampetta giaceva abbandonata sulla credenza con una noncuranza che lasciava intendere una ben scarsa fiducia nelle sue virtù.
- Credo che tutti i vecchi soldati siano eguali, - disse la signora White. - Bella idea la nostra di starcene a ascoltare tutte quelle sciocchezze. Come è possibile che i desideri siano esauditi al giorno d'oggi? E, ammesso che fosse possibile, che male ti farebbero duecento sterline, papà?
- Può darsi che gli cadano sulla testa dal cielo, - commentò il frivolo Herbert.
- Morris ha detto che tutto accadeva nel più naturale dei modi, - replicò il padre, - tanto che tu, volendo, avresti potuto attribuire la cosa a una coincidenza pura e semplice.
- Bene, non capitare sul danaro prima del mio ritorno, - disse Herbert, alzandosi da tavola. - Temo che ti trasformerebbe in un uomo meschino e avaro, e in tal caso noi saremmo costretti a sconfessarti.
La madre rise, lo seguì fino alla porta, lo guardò mentre si avviava giù per la strada e, quando tornò alla tavola, si prese allegramente gioco della credulità del marito. Il che non le impedì di precipitarsi alla porta quando il postino bussò, e non le impedì di accennare, sia pure brevemente, alle abitudini alcoliche di un sergente maggiore in ritiro quando risultò che la posta le aveva recapitato soltanto un conto del sarto.
- Credo che, quando tornerà a casa, Herbert pescherà fuori qualcun'altra delle sue osservazioni ironiche, - osservò, mentre sedevano a pranzo.
- Temo di sì, - convenne White, versandosi un poco di birra; ma, con tutto ciò, quella cosa mi si è mossa in mano, sarei pronto a giurarlo.
- Ti è sembrato così, certo, - disse la vecchia, conciliante.
- Ti dico che è così, - replicò lui. - Non ci pensavo nemmeno; ho avuto semplicemente... Che c'è?
La moglie non gli rispose. Era intenta a seguire con gli occhi i misteriosi movimenti di un uomo che, fuori, stava guardando con aria indecisa la casa, quasi cercasse di decidersi a entrare. Il pensiero fisso alle duecento sterline, ella notò che lo sconosciuto era ben vestito e portava in testa un cappello a cilindro di seta, nuovo di zecca. Tre volte l'uomo indugiò con la mano sulla maniglia, poi, proseguì. La quarta volta indugiò con la mano sulla maniglia, poi, con subitanea decisione, spinse e si avviò su per il sentiero. Nello stesso istante la signora White si portava in fretta le mani dietro la schiena, slacciava in fretta le fettucce del grembiale e nascondeva questo utile articolo di uso domestico sotto il cuscino della sedia.
Ella fece accomodare nella stanza lo sconosciuto, che appariva a disagio. L'uomo guardava furtivamente la signora White, ed ascoltò con espressione preoccupata la vecchia signora mentre si scusava per il disordine della stanza e per la giacca del marito, un indumento che di solito veniva riservato per i lavori in giardino. Poi ella attese, nei limiti della pazienza del suo sesso, che l'altro entrasse in argomento, ma sulle prime lo sconosciuto si tenne stranamente silenzioso.
- Mi... mi hanno chiesto di passare da voi, - disse alla fine, e si chinò per togliere un filo dal risvolto dei calzoni. - Vengo da parte della Maw & Meggins.
La vecchia sussultò. - Qualcosa di grave? - chiese ansante. - È successo qualcosa a Herbert? Che cosa? Che cosa?
Intervenne il marito. - Via, via, mamma, - disse in fretta. - Siediti e non arrivare a conclusioni avventate. Sono sicuro che non venite a portarci cattive notizie, signore, - e guardò l'altro con espressione ansiosa.
- Sono dolente... - cominciò il visitatore.
- È ferito? - domandò la madre.
Il visitatore annuì con un cenno. - Ferito gravemente, - disse, adagio, - ma non soffre più.
- Oh, sia ringraziato Iddio, - esclamò la vecchia, giungendo le mani.
- Sia ringraziato Iddio! Sia ringra...
Si interruppe bruscamente mentre il sinistro significato di quella frase cominciava a farsi chiaro per lei, e sul viso che l'uomo teneva rivolto verso terra lesse la peggiore conferma dei propri timori. Trattenne il fiato allora e, voltandosi verso il marito che non era riuscito ancora a capire gli appoggiò una mano tremante su una spalla. Seguì un lungo silenzio.
- È finito fra gli ingranaggi di una macchina, - disse alla fine il visitatore, a voce bassa.
- Finito fra gli ingranaggi di una macchina, - ripeté White, con tono atono, - sì.
Si mise a sedere, gli occhi che non vedevano fissi fuori dalla finestra, e prese fra le sue la mano della moglie, e la strinse forte, come aveva fatto nei giorni ormai lontani in cui l'aveva corteggiata, circa quaranta anni prima.
- Era il solo che ci fosse rimasto, - disse poi, girando la testa verso il visitatore. - E' dura.
L'altro tossì e, alzandosi, si diresse lentamente verso la finestra.
- La ditta desiderava che vi presentassi le mie più sincere condoglianze per la vostra grave perdita, - disse, senza voltarsi. - Capirete, spero, che io sono un semplice funzionario e che obbedisco soltanto a ordini ricevuti.
Nessuna risposta; la vecchia aveva il viso cereo, gli occhi sbarrati e fissi, e quasi non respirava; il viso del marito aveva l'espressione che aveva dovuto avere quello del suo amico sergente impegnato nella prima azione di guerra.
- Sono venuto qui per dire che la Maw & Meggins respinge ogni e qualsiasi responsabilità, - continuò l'altro. - Non vanno debitori di nulla nei vostri confronti, ma, in considerazione dei servizi di vostro figlio, desiderano offrirvi quale compenso una certa somma.
White lasciò andare la mano della moglie e, alzandosi in piedi, guardò con una espressione inorridita il suo visitatore. Le sue labbra aride formularono la parola: - Quanto?
- Duecento sterline, - fu la risposta.
Senza neppure udire il grido della moglie, il vecchio abbozzò un debole sorriso, allungò le mani in avanti, come un cieco, e si afflosciò, svenuto, sul pavimento.

***

I due vecchi seppellirono il loro morto nel grande cimitero nuovo, a due miglia circa di distanza, e fecero ritorno a una casa immersa nelle ombre e nel silenzio. Tutto si era svolto così in fretta che da principio quasi non riuscivano a rendersene conto, e rimasero in uno stato di attesa, come se dovesse succedere qualcosa d'altro, qualcosa che valesse ad alleggerire quel carico, troppo pesante per i loro stanchi cuori. Ma i giorni passavano, e l'attesa cedette alla rassegnazione, quella rassegnazione senza speranza dei vecchi che viene spesso scambiata per apatia. Qualche volta quasi nemmeno si parlavano, perché non avevano nulla da dirsi, e le loro giornate erano lunghe e tediose.
Fu circa una settimana dopo che il vecchio, svegliandosi all'improvviso nel cuore della notte, allungò una mano e si accorse di essere solo. La stanza era immersa nelle tenebre, e dalla finestra giungeva il suono di un pianto sommesso. Si sollevò sul letto e tese l'orecchio.
- Torna qui, - disse, teneramente. - Prenderai freddo.
- Fa ancora più freddo per mio figlio, - rispose la vecchia, scoppiando di nuovo in lacrime.
La eco dei singhiozzi svanì alle sue orecchie. Il letto era tiepido, ed egli aveva gli occhi pesanti di sonno. Finì per appisolarsi, poi si addormentò, fino a quando un grido alto, selvaggio della moglie non lo fece risvegliare con un sussulto.
- La zampa di scimmia! - ella urlava, frenetica. - La zampa di scimmia!
Si drizzò, allarmato. - Dove? Dov'è? Che c'è?
Ella avanzò con passo incerto verso di lui, attraverso la stanza. - La voglio, - mormorò. - Non l'hai distrutta, vero?
- È in salotto, sulla mensola, - rispose, meravigliato. - Perché?
Ella urlò e rise a un tempo, poi, chinandosi su di lui, lo baciò su una guancia.
- Ci ho pensato solo adesso, - gli disse, istericamente. - Perché non ci ho pensato prima? Perché non ci hai pensato tu?
- Pensato a che cosa? - chiese.
- Gli altri due desideri, - rispose, in fretta. - Ne abbiamo espresso solo uno.
- E non è stato forse abbastanza?
- No, - esclamò ella, trionfante, - ne esprimeremo un altro ancora. Va' a prenderla subito ed esprimi il desiderio che il nostro ragazzo torni in vita.
L'uomo si mise a sedere sul letto e scostò le lenzuola dalle membra tremanti. - Mio Dio, sei pazza! - gridò, sbalordito.
-Va' a prenderla, - fece lei, ansante, - va' a prenderla.
- Torna a letto, - mormorò, con voce incerta. - Non sai quello che stai dicendo.
- Il primo desiderio è stato esaudito, - replicò la vecchia, febbrilmente.
- Perché non dovrebbe esserlo anche il secondo?
- Una coincidenza, - balbettò White.
- Va' a prenderla ed esprimi il desiderio, - urlò la vecchia, e lo trascinò verso la porta.
Egli scese nelle tenebre, raggiunse a tentoni il salotto e trovò la mensola. Il talismano era al suo posto, ed egli si senti invadere dall'orribile paura che il desiderio ancora inespresso potesse portargli lì il figlio mutilato senza lasciargli il tempo di uscire dalla stanza, e trattenne il respiro allora, mentre si accorgeva di non sapere più da che parte fosse la porta. La fronte madida di gelido sudore, fece il giro del tavolo, poi continuò, guidandosi sul muro, fino a quando non si trovò nel piccolo corridoio, quella strana e misteriosa cosa stretta in una mano.
Persino il viso pallido di sua moglie appariva cambiato quando entrò nella stanza. Era bianco e ansioso, e ai suoi timori parve che avesse una espressione insolita. In quel momento ebbe paura di lei.
- Il desiderio! - ella gridò, con voce energica.
- È una cosa folle e malvagia, - balbettò.
- Il desiderio! - ripeté la moglie.
Sollevò la mano. - Voglio che mio figlio torni in vita.
Il talismano cadde per terra, ed egli lo guardò, rabbrividendo. Poi si abbandonò, tremante, su una sedia mentre la vecchia, gli occhi accesi, andava alla finestra ed apriva le persiane.
Rimase seduto lì fino a quando il freddo non gli penetrò nelle ossa, e ogni tanto dava una rapida occhiata alla figura della vecchia che guardava fuori. Il mozzicone, che era arrivato sotto il bordo dei portacenere di ceramica, allungava ombre pulsanti sul soffitto e sulle pareti, poi, dopo un ultimo guizzo più forte, si spense. Sollevato oltre ogni dire all'idea che il talismano si era rivelato inefficace, il vecchio si trascinò di nuovo fino al letto, e un paio di minuti dopo la moglie lo raggiunse e si distese stancamente al suo fianco.
Nessuno parlava, ma se ne stavano tutti e due in silenzio ad ascoltare il ticchettio del pendolo. La scala scricchiolò e un topo corse precipitosamente e rumorosamente nel muro. Il buio era opprimente, e, dopo essere rimasto immobile per qualche tempo per raccogliere tutto il suo coraggio, il marito prese la scatola dei fiammiferi, ne accese uno e scese al piano terreno per andare a cercare una candela.
Ai piedi delle scale, il fiammifero si spense, ed egli si fermò per accenderne un altro; proprio in quel momento, un colpo, così leggero e furtivo da essere appena percepibile, venne bussato alla porta.
I fiammiferi gli caddero di mano. Rimase immobile, senza respiro, fino a quando il colpo si ripeté. Allora si voltò e risalì di corsa nella sua stanza e si chiuse la porta alle spalle. Un terzo colpo echeggiò nella casa.
- Che cosa è? - esclamò la vecchia, sollevandosi.
- Un topo, - le rispose, con voce incerta, - un topo. - Mi è passato davanti sulle scale.
La moglie si mise a sedere sul letto, l'orecchio teso. Un colpo energico rimbombò per tutta la casa.
- E' Herbert! - ella gridò. - È Herbert!
Si precipitò alla porta, ma il marito le si parò dinanzi e, prendendola per un braccio, la tenne saldamente.
- Che cosa intendi fare? - le bisbigliò, roco.
-E' il mio ragazzo... è Herbert! - urlò ella, dibattendosi meccanicamente.
- Avevo dimenticato che c'erano due miglia da percorrere. Perché mi trattieni? Lasciami andare! Devo aprirgli la porta!
- Per l'amor di Dio, non lasciarlo entrare! - esclamò il vecchio, tremante.
- Hai paura di tuo figlio! - strillò la vecchia, lottando per liberarsi. - Lasciami andare. Vengo, Herbert, vengo!
Un altro colpo, un altro ancora. Con una mossa improvvisa la vecchia si divincolò e si precipitò fuori dalla stanza.
Il marito la seguì sul pianerottolo e la chiamò con voce straziante mentre correva giù per le scale. Udì il tintinnio della catena che veniva tolta, il rumore del catenaccio che scivolava adagio dalla sua piastra. Poi, ecco la voce della vecchia, forzata e ansante.
- Il catenaccio in alto, - gridò, a voce altissima. - Scendi. Non ci arrivo.
Ma il marito era con le mani e con le ginocchia sul pavimento e cercava disperatamente la zampa. Se solo fosse riuscito a trovarla prima che quello che c'era fuori entrasse...
Un tambureggiare di colpi echeggiò per la casa, ed egli udì il rumore di una sedia che veniva trascinata, che la moglie appoggiava alla porta, nel corridoio. Udì il cigolio del catenaccio che veniva spinto indietro, adagio, e nello stesso istante trovò la zampa di scimmia, e mormorò freneticamente, ansando, il suo ultimo desiderio.
I colpi cessarono bruscamente, anche se la loro eco indugiava ancora nella casa. Udì lo scricchiolio della sedia che veniva spinta indietro, il rumore della porta che si apriva.
Una ventata gelida si infilò su per le scale, ed un lungo ed alto gemito di delusione e di scoraggiamento della moglie gli diede il coraggio di correrle accanto e poi di spingersi fino al cancello. Il lampione che sorgeva proprio lì di fronte illuminava una strada silenziosa e deserta.



sabato 15 ottobre 2016

La felicità.

E' un bicchiere di vino, magari appena moltiplicato, accompagnato da un panino ai pani e pesci.
La felicità.
E' svegliarsi alle 9 vestirsi in tutta calma fare colazione e andare a lavoro senza traffico, ascoltando la tua musica preferita.
La felicità.
E' fare un lavoro per niente lontano dalle tue competenze dove non hai a che fare con dei decerebrati e  che ti dia un pò di soddisfazione nel farlo.
La felicità.
E' viversi il weekend sacrosanto senza chiudersi in qualche centro commerciale, dove dei poveri cristi per colpa di gente annoiata che non sa cosa fare il sabato e la domenica il weekend non lo vivono da troppo.
La felicità.
Felicitàà

Seconda strofa

Felicità.
E' avere dei vicini di casa per niente chiassosi e che cucinano leggero in modo che l'aglio e la peperonata non s'impregni sulla tua pelle.
La felicità.
E' entrare in un locale e scoprire che il livello di materia grigia tra tutti gli avventori non si riduce al livello "minkia boh, cioè figa stai male".
La felicità.
E' guardare il telegiornale e complimentarsi per come viene gestita egregiamente la situazione politico/economica del nostro bel paese.
La felicità.
Felicitààà




sabato 1 ottobre 2016

Prima di Batman.


La sua maschera è famosissima, ancora oggi a carnevale è una delle più gettonate.
E' un eroe che piace a grandi e piccini e non passa mai di moda.
No ragazzi... non è Pulcinella.
Di giorno è un giovane ricco e di bell'aspetto, che ha fatto le scuole alte, per cui non fa niente dalla mattina alla sera, ma di notte indossa le vesti di un grande giustiziere, pronto a difendere i deboli e gli oppressi contro la dittatura del proprio paese, contro le leggi e contro i referendum.
E' chiaro che se il personaggio fosse stato un normale operaio in sovrappeso non avrebbe avuto lo stesso successo, perchè voglio vedere dopo un turno snervante da 10 ore chi ha tutta questa voglia di andare a salvare i peones dalle oppressioni.
Abitava in una grande villa piena di passaggi segreti, insieme a suo padre che girava per casa con le fette di salame sugli occhi, impossibile non accorgersi di tutte le stranezze puntata dopo puntata!
Una grande casa ma un unico servitore.
L'unico vero eroe, ma nessuno a carnevale si veste come lui.











Rovistando tra gli altri universi possibili colgo l'occasione per proporvi il simpatico blog di due amici dove si parla di cinema, musica e divertentismo.




sabato 17 settembre 2016

Riflessioni.

Un ragionamento corretto che però porta ad una contraddizione viene definito paradosso.
Secondo Wikitelachiesto il paradosso, termine nato dalle parole para (portiere) e dosso (dissuasore di velocità) è un potente stimolo per la riflessione.

Come se non avessimo abbastanza specchi in casa.

Fin dalla prima infanzia i paradossi ti circondano.

Senti alcuni genitori che ai loro figli dicono "corri dagli amici, ma non sudare" oppure "tirati su seduto" o il classico "Non urlare a voce alta".

Queste affermazioni portano a riflettere, si.

Nel mondo del lavoro poi i paradossi si sprecano.

Ad esempio "può lavorare con noi, ma senza retribuzione" oppure "cerco giovane primo impiego con esperienza" o anche "il suo contratto comprende otto ore lavorative al giorno, ma l'orario è flessibile".
Insomma siamo circondati ogni giorno da paradossi di ogni genere, sia nella vita quotidiana sia nel lavoro, in politica, in tv, a scuola e così via.

Siamo quindi portati a riflettere giorno dopo giorno, oppure viviamo passivamente  queste situazioni?
Ora ad esempio è l'estate autunnale più lunga dell'anno.

Voi come la vedete?



sabato 27 agosto 2016

Ai tempi di friends.

A quel tempo la vita era ugualmente difficile, ma in maniera differente.

Al posto di bollette, tasse, orari di lavoro spese, c'erano i compiti, la scuola, gli amici e i nemici.
Alla sera però ti mettevi sul divano e guardavi friends.. alcune battute magari non le capivi però lo trovavi divertente comunque.

Lo trasmettevano sempre verso maggio/giugno e poi si partiva le vacanze, di tre mesi.

Tre mesi di vacanza al mare.

Tornavo a casa così scuro che mi serviva un permesso di soggiorno e gli amici non mi riconoscevano.
Cosa facevo tre mesi al mare?
I miei ricordi più belli li ho trascorsi in quei 3 mesi l'anno.
Ora fare una vacanza di tre mesi è una bestemmia, sia a livello di costi che di tempo utile.
I mesi erano giugno luglio e agosto, con ritorno a settembre.
Ora Settembre è diventato il mese utile per partire, ma non tre mesi, una settimana è già più che sufficiente.
Due giorni di quella settimana li passi in viaggio, quindi non te li godi e per giunta il giorno dopo che sei tornato a casa si ricomincia a lavorare.

Ma è vita? 

Un tempo invidiavo i personaggi di friends ed ora li invidio ancora.
Con la loro spensieratezza da copione.
Vabbeh.. con questo caldo ci vuole un bel bagno o una doccia rinfrescante, da solo o in dolce compagnia, proprio come Nefertina e poi una bella puntata del mio telefilm preferito!




domenica 14 agosto 2016

Le domande fondamentali.

Da sempre le domande fondamentali che l'uomo si è sempre posto sulla vita, l'universo e tutto quanto sono state:
Chi sono?
Da dove vengo?
Dove andiamo?
Sai mica dov'è il bagno?
Hai una sigaretta?
Siete aperti a Ferragosto?

Le ultime sono le più nefaste in questo mese del cactus.
Il mondo così come lo conosciamo si divide in tre categorie:
Chi va in vacanza
Chi rimane a lavorare
Chi è in vacanza ma sceglie di andare a rompere le palle di chi è rimasto a lavorare

Rischiando grosso oserei aggiungere.
Nonostante Pokemon Go ci sono ancora tante persone che al posto di correre per i prati ad acchiappare mostriciattoli virtuali consumando tutti i giga e la batteria del telefono, seguono la filosofia del negozio aperto tutti i giorni a tutte le ore senza festivi ne niente.
E si lamentano pure se trovano chiuso, così non va bene.
Ma potranno queste persone prendersi il periodo di ferie o devono chiedere il permesso a chi esce dalla sua tana solo la vigilia di natale e festivi?
Eccheccactus!



sabato 6 agosto 2016

I giovani d'oggi sono spesso più giovani di domani.

Ultimamente sono preso tanto dalla serie Stranger Things.
In quella serie gli anni 80 prendono la forma di una persona che viene verso di te e ti prende a schiaffi.
Ci sono svariate citazioni a molti film di genere come i Goonies, Super8, ma anche It oppure Evil dead.
Per capirci meglio, la mia è la generazione che ha l'occhio della tigre, il fremito del combattimento che cresce per la sfida con il nostro rivale.
Insomma, l'operazione nostalgia riesce bene, meglio di pokemon go.
Si torna un pò ragazzini, immersi nei ricordi di quando tutto era davvero più semplice, dove il cellulare non era ancora al centro del nostro mondo, i videogame erano pixel quadratosi che si muovevano su uno schermo e si fantasticava di più, su avventure nello spazio e nel tempo.
Un bastone era una spada, una lucertola un drago.
Invece ora, a distanza di anni, snapchat, pokemon go, cazzofumi, vorrei ma non poffo, andiamo a comandare.
Cos'è cambiato?
I ragazzini sono cresciuti e sono diventati genitori, che valori hanno dato ai loro figli?
C'è anche da dire che i giovani d'oggi sono più avanti rispetto ai loro genitori e hanno un bagaglio culturale tecnologico più vasto...alcuni.
Insomma voglio tornar bambino. SIGH!



sabato 23 luglio 2016

L'applicazione che ha sconvolto il mondo.

Quest'applicazione farà strada dicevano.
Ora la strada la fanno le persone per catturare tutti i piccoli mostriciattoli che trovano sul loro cammino.
Oltre i benefici fisici emotivi e mentali decantati dai media, anche la notizia che questo giochino ha superato in traffico totale alcuni siti vietati ai minori sconvolge.
Disarma.
L'effetto nostalgia unito alla novità della suddetta app coinvolge e diverte gli utenti creando questo mix tra zombie che rimangono attaccati al cell peggio di prima, vagano scontrandosi tra di loro come quel video che girava questa settimana ed esploratori incapaci che entrano in ogni locale sia presente un mostriciattolo creando code pazzesche magari non consumando nulla oppure in ogni cortile per catturarlo rischiando la pelle.
Eh si questo è il futuro.
Gps e internet sempre acceso e batteria che ti saluta nel giro di un'ora.
Su una cosa hanno ragione..l'effetto nostalgia, perchè rimpiango davvero quel periodo dove il cellulare serviva a telefonare e basta, al massimo c'era Snake.
Le persone guidavano senza guardare ogni 5 minuti Whatsapp rischiando di tamponare qualcuno e ci si parlava di più quando si usciva, non si creavano questi fastidiosi silenzi perchè devi controllare Facebook o Twitter.
Comunque anche Caligola s'è fatto prendere dalla mania, solo che non va in cerca di piccoli mostri.


sabato 16 luglio 2016

I potenti mezzi.

Quanto erano belli e soprattutto credibili quei film o telefilm anni 90 dove con un computer a vapore altamente sofisticato da un'immagine sfocata tutta pixel, il consulente nerd esperto del dipartimento di polizia zoomando riusciva a ricavare un'ingrandimento dettagliatissimo e a fuoco di una scena del crimine.

Per non parlare dell'identikit automatico, in soli 10 minuti nome, cognome e residenza del delinquente, così da poter indirizzare le teste di cuoio a casa sua per una visita di cortesia.

Più che polizieschi erano film di fantasia, oggi per poter trovare e identificare qualcuno passano almeno 10 anni e i potenti mezzi a malapena riescono una volta su tre a vincere al gioco "indovina chi".

Perchè sparando a caso riescono ad azzeccare Bill ogni tanto.

Se non ci fossero i social, la nostra vita sarebbe completamente diversa, con le forze dell'ordine prese a identificare i criminali con il classico foglio stampato con il disegno del malvivente e la scritta "wanted" sotto con la taglia annessa.

I social vengono in aiuto, perchè se guardi bene nel profilo trovi anche una confessione scritta a volte.
E pensare che c'è ancora una vecchia signora nel Maine che non vede l'ora di scovare nuovi criminali.



sabato 9 luglio 2016

Guida in stato particolare.

Mettersi alla guida di un veicolo dopo aver bevuto o altro può causare gravi incidenti a te stesso e ad altri.

Siete proprio sicuri di volere il dolore o la morte di qualcuno sulla coscienza?
Non credo.

Alla guida di un'auto come in bicicletta sia chiaro, solo che nel secondo casa a farsi male principalmente sarai tu.

Non per questo bisogna rinunciare a grandi feste dove ci si diverte un sacco, le feste bisogna farle, così come le uscite con gli amici e bisogna godersele, però fatevi furbi e piùttosto trovate un'alternativa dal mettervi alla guida.

Tipo dormire direttamente a casa di amici o farvela a piedi..eh si ma almeno non rischierete di causare danno a qualcuno.

Bisogna dare il buon esempio.

Anche Edgar, la guida al Piano Terra l'ha imparato a sue spese.
Le conseguenze possono essere devastanti.


sabato 2 luglio 2016

A qualcuno piace il caldo?

Il caldo fa impazzire le persone, è proprio così?
L'aumento della temperatura genera nelle persone uno stato fisico mentale tale da renderle più nervose e irritabili?

Io generalmente sono incazzato anche d'inverno, con la neve.

Non è questo secondo me il fattore scatenante.

Non è neanche lo smog.

Non è neanche lo scioglimento dei ghiacci.

E' il poco rispetto che abbiamo nel prossimo.

Ti alzi per andare a lavoro, un lavoro che spesso non ti piace, con dei colleghi che non esiterebbero a venderti per 20 denari, vai con i mezzi o nel traffico e capisci quanto sono nervose quanto te le altre persone, in una corsa sfrenata a timbrare un cavolo di cartellino.
Durante la giornata di lavoro quando ti va bene trovi gente accomodante, altre volte no.
Dopo il lavoro ripeti il percorso di mezzi o auto nel ritorno a casa con lo stesso clima se non peggio visto che non vedi l'ora di tornare.
Torni a casa e se hai avuto una brutta giornata ci vuole qualcuno o qualcosa capace di svoltarti la serata.
Dipende anche dal vicinato se vivi in palazzine.
Se guardi la tv è finita, t'incazzi già a priori, stessa cosa per i social.
Quindi è proprio il caldo il vero colpevole?
Voglia di vacanza...





sabato 25 giugno 2016

I consigli e il loro utilizzo.

C'è sempre un consiglio per tutto.
Il consiglio non è un tutorial o una guida da seguire per imparare a cucinare piuttosto per fabbricare una casetta per gli uccelli o altro.
Il consiglio che di solito viene dai genitori, dalla fidanzata o dagli amici è qualcosa che BISOGNA FARE.
Vi sarà capitato, vostra madre, una sera d'estate, con il cielo che comincia ad ingrigirsi e tu stai per uscire con gli amici.
"portati il giacchino, metti che fa freddo" 
30 gradi in casa
"poi oh io te lo dico, tu poi fai come vuoi.."
Il fai come vuoi è sempre usato come una velata minaccia, da genitori e fidanzate.
Io ti sto dicendo che devi fare così, non te lo dico con obbligo, però tu lo devi fare.
Quanto agli amici esistono gli insistenti, che quando esci a mangiare vogliono farti provare un piatto buonissimo che si sentono di consigliare a te, che magari è da tanto che non esci a mangiare fuori e vorresti provare qualcosa che desideri da tanto, non il primo piatto a caso che piace ad altri.
Ma l'amico insiste.
"prova, è buonissimo!"
prendilo tu e piuttosto fammene assaggiare un pezzo, che se magari non mi piace almeno non spreco un piatto intero.
I consigli sono sempre preziosi, sono utili e ben accetti sempre, ma quando vengono richiesti.
Altrimenti diventa un obbligo forzato e in quel caso non va bene.
C'è anche però chi accetta ogni genere di consiglio, ma dipende poi come li interpreta e li mette in pratica, come la guida al Piano Terra.



sabato 18 giugno 2016

Per un penny.

Il vecchio di Mary Poppins voleva che quel penny venisse depositato in banca, a fermentare, 
ma invece le persone di quell'epoca cercavano emozioni forti.
Si recavano dal ragazzo dei giornali e acquistavano i "Penny Dreadful", giornaletti settimanali 
dove diversi autori pubblicavano storie gotiche e molto dark, al costo di un penny.
Le banche fallirono e nacquero i metallari i goth e gli emo.
Fino al nostro secolo, il secolo delle serie tv, dove piccoli lungometraggi a puntate intrattengono 
con le loro storie milioni di persone, che invecchiano miseramente insieme agli attori col 
passare delle stagioni.
Qualcuno dopo svariate serie a tinte horror, alcune delle quali in forte declino per le troppe 
puntate e la mancanza di idee, porta sul piccolo grande medio schermo, dipende dalla tv che 
avete in casa, un nuovo progetto che richiama appunto i protagonisti di quei famosi giornaletti 
venduti nella londra vittoriana.
Il nome della serie è appunto Penny Dreadful.
Le puntate mescolano le vicende di famosi personaggi dell'orrore gotico tra cui il dottor 
Frankenstein e la sua creatura, l'ingegner Dorian Grey (che s'accoppia con chiunque), una 
medium intrigante qual'è Eva Green, e altri personaggi che oh! guardate la serie altrimenti ci 
scappa lo spoiler.
Il risultato di questi intrecci narrativi tra personaggi così diversi uniti però dalle atmosfere 
gotiche e dal soprannaturale, riesce meravigliosamente.
E' una serie matura, non è un telefilm per bambini, (ci si accoppia spesso tra una scena horror 
e l'altra).
Poi che dire le musiche musicano, la regia è molto religiosa, le cose cosano che è un piacere e gli attori compaiono tra una scena e l'altra con professionalità..cosa volete di più da una serie?
Anche se..la scena della nascita della creatura del dott. Frankenstein mi ha lasciato dubbioso..perchè? 
La immaginavo diversa.



sabato 11 giugno 2016

La cabina telefonica.

Non se ne vedono più in giro, se non nei film, telefilm e fumetti.
Nei film se passi vicino alla cabina, il telefono squilla e se prendi in mano la cornetta e rispondi 
dall'altra parte c'è sempre la persona giusta che sa il numero esatto della cabina in cui ti trovi.
Ma come è possibile essere rintracciati così facilmente? oppure ha chiamato tutti i numeri del paese per esclusione? Mah!
E non è finita, rispondi alla telefonata e c'è un serial killer che vuole farti fare il campeggio in un cubicolo di neanche un metro per un metro, per qualche sadico motivo.
Fuori intanto si crea la coda per telefonare perché in un'epoca di telefoni cellulari, proprio oggi che tu sei preso in ostaggio, 50 persone hanno il cellulare scarico e devono chiamare a lavoro, a casa, il cane, l'amante.
Soprattutto dopo averti tirato le peggio maledizioni perché sei già tre ore chiuso dentro e non vuoi uscire, le persone non si chiedono il perché di questo strano comportamento, succede tutti i giorni a quanto pare.
Pensano bene di chiamar la polizia che ovviamente non è di nessun aiuto, ti minaccia con la pistola di uscire mentre se esci c'è un killer pronto a spararti.
Un pò come quando la mamma arrabbiata ti inseguiva da piccolo e ti diceva "vieni qui che non ti faccio niente", in ogni caso le prendevi.
In quel momento però ad una velocità impressionante ti ritrovi ad un altro angolo della strada con un costume da supereroe.
Cos'è successo? dove sono finiti i miei vestiti?
Dalla cabina esce un tipo corpulento con i tuoi vestiti addosso e gli stanno a malapena.
Come esce viene crivellato di colpi dal serial killer e la polizia gli si butta addosso per arrestarlo.
La folla incita le forze dell'ordine ma l'uomo misterioso è più forte che mai, le pallottole gli rimbalzano addosso e scaraventa lontano dei poliziotti come fossero moscerini.
Ti allontani dal trambusto di quella scena incredibilmente assurda, vestito in maniera ridicola.
Cerchi un'altra cabina per poterti cambiare, la trovi ci entri e ti ritrovi in un grande centro commerciale.
Com'è possibile che sia così enorme all'interno?
Sfinito e intontito vai a comprarti dei vestiti nuovi.
Fine
Venivano usate in questo modo nei fumetti, cinema e tv.
E ora non ce ne sono più.



sabato 4 giugno 2016

Nel paese degli specchi.

Una pillola ti rende grande
e una pillola ti rende piccolo
E quelle che ti dà la mamma,
in fondo non fanno nulla..

Tenere fuori dalla portata dei bambini. Leggere l'etichetta prima dell'uso. In caso di 
consultazione di un medico, tenere a disposizione il contenitore o l'etichetta del prodotto. 
Leggere attentamente le avvertenze, il prodotto potrebbe avere effetti collaterali.

Chiedilo ad Alice, che s'è fatta un viaggio di quelli che ti raccomando.

Cercava di catturare un coniglio in un negozio di animali.
Ha visto un bruco che fumava un narghilè.
Una regina rossa un cavaliere bianco e gli scacchi viventi di Marostica..

A questo servono le avvertenze sulle confezioni dei prodotti, non si possono assumere farmaci
o prodotti di altro genere solo perchè sopra vi è la scritta "mangiami" e "bevimi".
Bisogna che ci sia un'etichetta che per legge, debba riportare in modo chiaro alcuni elementi
fondamentali, allo scopo di garantire un impiego corretto e sicuro del medicinale.

Secondo voi è normale che un prodotto vi faccia crescere o rimpicciolire di due o tre volte tanto
a seconda dell'assunzione? io non credo.

Questo perchè non c'è un reale controllo che tuteli il consumatore finale.
Quindi state attenti leggete bene le etichette e ricordate che per i preparati a base di droghe
vegetali che vantano solo effetti benefici o salutari, non possono essere impiegati nomi di
fantasia e le droghe utilizzate nella loro formulazione non possono vantare alcun effetto
terapeutico, ne il farmacista può attribuirvelo al momento del consiglio.




sabato 28 maggio 2016

Il silenzio tra noi.

Basta una sola parola per intendersi, non sempre.

Spesso servono molte più parole, ormai prive di significato.

E' ora di cena, ti siedi a tavola e nessuno parla, ognuno al cellulare o con gli occhi incollati alla tv.

Ti giri verso la persona seduta accanto a te, la osservi mentre consumi la cena frugale, la osservi bene.
I suoi tratti non ti dicono nulla eppure dovresti conoscerla da parecchio.
Nella testa invece ti chiedi "ma chi caaacchio è?"
La persona accanto a te per un millesimo di secondo stacca gli occhi dal cellulare e ti rivolge uno sguardo pieno di curiosità.

Si mette a urlare come una forsennata.
Tutti gli altri seduti a tavola distolgono lo sguardo anch'essi da cellulari e tv per squadrarti come se fossi un alieno, con sguardi di dubbio misto odio.
Mi cacciano via fuori dalla porta di casa.

Allora capisco tutto.

Avevo sbagliato appartamento.
Basta anche una sola parola per intendersi, non sempre però si ha voglia di parlare.



sabato 21 maggio 2016

L'eroina.

Si dice eroe o eroina per descrivere la protagonista femminile di videogiochi, film e libri?
Negli ultimi anni ci sono stati diversi film tra cui "Mad Max: Fury Road", con la splendida 
Charlize Theron, nel ruolo dell'imperatrice Furiosa, l'antiprotagonista più amata e discussa dal 
pubblico, oppure l'altrettanto bella Scarlett Johansson nel film "Lucy", un film che sinceramente 
non ho seguito con altrettanto entusiasmo.
Oltre a Lucy e Mad Max: Fury Road c'è stata una vera e propria proliferazione di film il cui le 
eroine menano come fabbri e ti tengono incollato allo schermo.
Nell'ultimo "Batman vs Superman", per esempio, l'unico motivo per vederlo è Wonder Woman, 
interpretata da Gal Gadot (si...con un nome così viene sicuramente da Krypton), di cui faranno 
un film molto presto.
Da non dimenticare, soprattutto perchè fa parte di una trilogia (anche se ora come ora le trilogie 
non si fermano mai al terzo capitolo vanno avanti all'infinito), la giovane protagonista di "Hunger 
Games", Katniss Everdeen personaggio controverso in lotta tra azione e vestiti nuovi, 
interpretata da Jennifer Lawrence...e vestita da Lenny Kravitz..pensa te.
Saltando ancora più indietro ricordo con piacere, Uma Thurman, che prima di bersi Schweppes 
a litri fino a scoppiare, interpretava Beatrix Kiddo, donna forte e letale che per vendetta non si 
fermava davanti a nessuno, neanche ai semafori rossi, in "Kill Bill".
E poi ancora Buffy l'ammazzavampiri, le avventure di Sarah Michelle Gellar, con la sigla più figa 
di sempre.
Poi Sarah Connor che tra il primo e il secondo Terminator diventa Rambo..una paradosso 
spaziotemporale.
Prima di tutte però la mia preferita, Ellen Ripley, Sigourney Weaver, nello spazio profondo con 
un gatto e un alieno xenomorfo con tanta voglia d'affetto.
Questi sono i film più famosi molti non li elenco perchè ci vorrebbe troppo, mi sono anche 
tenuto lontano dai videogiochi e non ho citato il prossimo reboot di "Ghostbusters" perchè già dal trailer non sembra un film d'azione con protagonisti femminili forti e letali, ma un film per bambini stile Albero Azzurro con qualche fantasma qua e la, però lasciando perdere questo film fuffa, mi sento in dovere di aggiungerne solo un'altra prima di concludere.
Marie Elizabeth Winstead.
Magari il nome ora non vi dice nulla, forse vi è capitato di vederla in "Grindhouse - a prova di 
morte", magari in "Die Hard - Vivere o morire" (dove Bruce Willis con un cellulare in mano dice in tutto il film solo tre parole, cioè "Prende" "Non prende" "Fibra!"), In "Scott Pilgrim vs the world", nel prequel de "La cosa" e prossimamente in un film il cui trailer mi ha molto incuriosito,"10 cloverfield Lane".
Questo lunga premessa perchè?
Perchè anche Nefertina ha voluto disturbarmi e ahimè la situazione sta degenerando...



sabato 14 maggio 2016

La creatura.

« Ti chiesi io, Creatore, dall'argilla
di crearmi uomo, ti chiesi io
dall'oscurità di promuovermi...? »

Creare il personaggio di un fumetto non è facile.

Dicono che il personaggio ideale debba racchiudere sempre un pò di noi, in modo da essere credibile, possedere un look unico per creare un punto distintivo che lo renda riconoscibile e dargli spessore, con delle caratteristiche particolari e specifiche in modo che possa relazionarsi con gli altri personaggi creando una storia.

I protagonisti non possono essere noiosi e banali, devono provare sentimenti forti per rendere 
più affascinante la storia e per creare empatia con il lettore.
In genere il protagonista è una persona buona e generosa, una figura positiva che compie atti 
straordinari e generosi, ha coraggio e si sacrifica a volte proteggendo gli altri, cercando sempre 
di spiegare le proprie azioni in maniera chiara e cristallina dal suo punto di vista scavando sempre di più nelle sue origini.

Tutto questo è il protagonista di un fumetto..
e allora io dove ho sbagliato?!? dooooove?


sabato 7 maggio 2016

Ci sono libri e libri.


Ogni libro possiede una storia differente rispetto agli altri, parte ancora prima di essere scritto o pubblicato, parte dalla vita dell'autore dalla sua fantasia e dalle sue idee.

Dentro le pagine bianche di un libro, chiunque può scegliere di rinchiudere le più strane fantasie, i viaggi più incredibili ai confini del mondo, ricette di cucina oppure le proprie idee, giuste o sbagliate che siano.

Tutto quello che verrà sigillato in queste pagine verrà in un certo senso donato al lettore, che dalla prima pagina all'ultima compirà un cammino, insieme all'autore, capace con la sua fantasia di stimolare la nostra.

Questo è il grande potere che ogni libro può dare, il potere di trasportare il lettore in un mondo nuovo dove rifugiarsi, distogliere momentaneamente l'attenzione dai propri problemi, dare una via di fuga nei momenti brutti e angosciosi, dare emozioni, divertire, aiutare a capire.

Ovviamente come ho già detto ci sono libri e libri, ma neanche noi siamo tutti uguali, simili e con le stesse idee, quindi ogni persona ha i propri generi.

I vostri quali sono?

Caligola ha trovato per caso il libro che fa per lui con un potere utile, a modo suo, ai confini del Piano Terra.



sabato 30 aprile 2016

Cosa c'è di vero?

C'è una notizia che si possa considerare vera?

E io che ne so?

Di solito a fianco al mio balcone c'è la vicina che sa tutto di tutti, basta chiedere a lei.
In confronto a lei l'FBI non è niente.
Se qualcuno lascia la bicicletta in cortile dove non vede lei lo sa e va subito a dirlo all'amministratore di condominio.
Se rientri a casa la sera tardi, lei ti vede dalla finestra.
Se una ragazza del condominio è incinta, lei lo sa.
Le scie chimiche? 
"è stato il figlio dell'edicolante".
I soldi dello stato? 
"ah guardi se li spende tutti la signora del terzo piano che va tutti i sabati a ballare".
L'inquinamento?
"lo zozzone del secondo piano che butta tutta la spazzatura nel nero senza differenziarla".
I miracoli accadono davvero? 
"eh ragazzo mio i miracoli io li faccio giorno per giorno per tirare a campare".

E' inutile consultare giornali, televisione, radio e internet, niente di quello che viene pubblicato o trasmesso è vero.
La verità è là fuori.
Fuori dove?
Fuori sul balcone.



sabato 23 aprile 2016

La fase Rem.

Ovvero quella fase della vita dove ascolti quel particolare gruppo musicale..e ti addormenti.
Un fenomeno particolarmente efficace molto simile all'effetto Placebo, ovvero chi ascolta la loro musica se non stava tanto bene dopo si sente immediatamente meglio, senza bisogno di prendere farmaci particolari.
Nella fase Rem dicevo, il sogno si fa particolarmente vivido e reale, tanto da farti sognare si essere Dicaprio che sogna.
Alcune vicende o persone che inconsciamente sogni fanno parte del proprio vivere quotidiano mentre altri elementi che non riusciamo proprio a ricordare chissà da quali universi paralleli o piani fanno parte.
Quel che riusciamo a ricordare maggiormente sono gli incubi, quei sogni dove cadi o sei sott'acqua e ti manca l'aria, o anche veri e propri film che prendono forma durante la notte, a volte con un finale preciso, altre volte no.
E' più difficile invece ricordare i sogni belli, se non abbastanza strani e divertenti, al risveglio svaniscono con lo scorrere della giornata.
Si prova anche a dar loro un signifato a spiegare in maniera concreta il perchè tale sogno arriva in quel determinato momento, perchè il bisnonno arriva nella mia fase Rem per darmi i numeri da giocare al lotto e perchè non escono mai puntualmente.
Aaa nò! essù!
Quindi la domanda è incredibilmente scontata:
"La vita è un sogno o i sogni aiutano a vivere meglio?" 
Dipende dai sogni del cactus che fai..


sabato 16 aprile 2016

Momenti di...isolamento.

Lascio tutto e vado a vivere su un'isola deserta.

Proprio come Robinson Crusoe.

Mi porto solo l'ombrellone, il cellulare, caricabatterie, il portatile, l'ipad, il modem, la crema solare, occhiali da sole, una maschera, infradito e costume, scorta di medicinali e cerotti, una collezione di fumetti, un pò di libri da leggere, la tv, il lettore dvd bluray, lo spazzolino, gli asciugamani, l'accappatoio, il docciaschiuma, bagno con doccia, l'asciugacapelli, un letto matrimoniale con piumone per i mesi più freddi, stoviglie piatti e posate, una lavastoviglie, una caffettiera con scorta di caffè, una barista, stracci secchio scopa e detergenti per le pulizie, una governante, asse e ferro da stiro, una seconda governante, il forno, il frigorifero, un divano, una scorta di gelati per tutti i gusti, pizze a non finire, scorta di pasta e sugo, uno chef de rang, un armadio con i vestiti estivi e uno con i vestiti invernali, un supermercatino vicino dove acquistare generi cibo e acqua, una compagnia con cui condividere gli splendidi tramonti sul mare, una bottiglia di Bordeaux di Chateau Mouton Rothschild del 1945 e perchè no..se co sta anche un bel caminetto.

Non ho dimenticato il gas acceso vero?



sabato 9 aprile 2016

$$$$$$!!

I soldi.
Il mezzo con cui è possibile acquistare cibo, beni di consumo e a volte anche la dignità di una persona.
Se ne fa un gran parlare sempre, mentre loro di noi non parlano mai.
Un tempo i nostri antenati li nascondevano sotto o dentro il materasso, altri costruivano un grosso deposito munito di grandi sistemi d'allarme, solo per farci il bagno.

Ne girano tanti, tantissimi, ma non bastano mai.
Da anni ci si chiede se davvero possono dare la felicità.
Possono? 
Se tutti quanti nel mondo riuscissero ad avere la stessa quantità di contante probabilmente ci sarebbero meno malcontenti, meno rivalità, meno invidie.

Si, proprio noi che siamo divisi in ogni cosa e mai uniti.
A partire dallo sport, la politica i programmi tv fino ad arrivare ai ultimi film.
Devi sempre scegliere da che parte stare, uno contro l'altro.
Allora sono i soldi a dare e togliere la felicità o siamo noi perennemente in conflitto e in gara l'un con l'altro per chi ha più cose, per chi ce l'ha più lungo e chi la fa più lontano?

Quel mezzo per cui potevi acquistare beni per far stare bene te e la tua famiglia si è trasformato in un'arma tagliente più di mille rasoi e capace di far molto più dolore.
Un dolore così forte come il tentativo di fare un tuffo dal trampolino in una vasca piena di monete e banconote..
Ora prova a fare un tuffo in un deposito di soldi virtuali, prova.



sabato 2 aprile 2016

Vita da caffeinomane.

Come tutti sappiamo il caffè è quella sostanza magica capace di tenerti sveglio e darti un pò di carica durante la giornata.
La carica che può dare dipende da caffè a caffè.
Il caffè è stato scoperto dall'esploratore Enric Taber nel 1600, dopo una lunga traversata nell'oceano.
Approdato a Porto Rico e visibilmente stanco entrò in un bar e li gli venne offerto un caffè.
Una volta bevuto il primo subito si sentì pieno di energia e colpito dalle proprietà miracolose della bevanda ne prese un'altra.
Al 10° caffè diventò leggermente rissoso e irritato, provocando una rissa nel locale.
Fu sbattuto fuori ma non prima di aver fatto scorte di quel prezioso nettare.
Da quel giorno il caffè venne importato in tutto in ogni bar del mondo.
Successivamente anche nei supermercati e a casa delle nonne.
Enric però non riuscì a vedere l'evoluzione di questo processo d'importazione perchè morì un mese dopo il suo primo caffè di attacco cardiaco.
Ma non sono di certo stati i 20 caffè al giorno ad aver provocato quell'attacco, il cuore una volta era più fragile e c'era chi spirava anche quando gli veniva soffiato il posto auto durante un parcheggio.
Quanti progressi ha fatto il mondo del caffè nei secoli.
Ad oggi, in alcuni dei bar più scicchettosi della zona, una tazza con mezza falange di caffè viene venduta a prezzi esorbitanti e neanche ti tengono sveglio.
In altre zone invece la bevanda viene servita in un bicchiere dimensioni bibitone, con aromi di qualsiasi tipo, anche metallo laminato, allungato con acqua e non sa di niente, per non parlare delle cialde...
L'unico caffè veramente buono è quello fatto dai nonni, dove la tazza viene riempita fino all'orlo, ha un colore nero come la notte, amaro e bollente come la vita, da riempire con tutto lo zucchero che c'è in casa.
Per non parlare delle sue ulteriori proprietà..