sabato 10 giugno 2017

è tardi

Non c'è tempo è tardi
Posso solo postare la nuova vignetta e salutarvi.
Disegni e colori di Phil, cioè io.
Buona giornata ciao!



sabato 27 maggio 2017

Il branco.

Quel bisogno di appartenere ad un gruppo.
Quel bisogno di far parte di qualcosa.
Succede sia nell'animale che nell'uomo ma ci sono delle eccezioni.
Fin da bambino ognuno di noi sceglie il proprio gruppo, partendo dalle cose in comune, dal cartone animato preferito o dai giochi che amiamo.
Poi si cresce e la scelta cambia, muta con gli interessi del gruppo oppure il gruppo si scioglie per andare a crearne un altro.
Ma sono davvero gli interessi che mantengono vivo il branco?
L'esempio più comune è il calcio.
Quante volte vi sarà capitato di vedere per strada o al bar gruppi di persone e sentirle ripetere il proprio mantra: "speriamo che ne vinca un altra di Champions.." "poi ti ricordi che una volta c'erano gli anticipi , e la domenica tutti alle 15 e il posticipo serale" e così via potrebbero continuare le ore.
Stessa per cosa per il branco nerd.
E li si apre il mondo.
Voi a che branco appartenete?
Fate con il lupo.


sabato 13 maggio 2017

occhio al paradosso.

Dal greco para che significa portiere della nazionale e doss che significa dissuasore di velocità.
Contro ogni logica un paradosso riesce a dare una spiegazione fuori dal comune ad un evento apparentemente semplice.
Il paradosso stimola la riflessione in quanto esercita la nostra mente a superare i limiti logici che la vita di tutti i giorni ci pone.
Alcuni famosi paradossi sono:
Il paradosso del nonno di Schrodinger: quando il nonno è sul divano che dorme ha il 50% di possibilità di essere vivo oppure no, fino a quando nessuno controlla il respiro.
Il paradosso del "tirati su seduto": Ne avevo già parlato. Quando una madre sgrida il bambino che gioca sdraiato a terra gridandogli "tirati su seduto!" è a tutti gli effetti un paradosso.
Il paradosso di "stai zitto quando mi parli": Altro paradosso molto comune nella vita di tutti i giorni, soprattutto nei tamarrini con il motorino, spesso è seguito dall'espressione "abbassa lo sguardo" e da suoni primitivi gutturali come "oooouu" oppure "oh scemouuu" o ancora "oou babbo".

Il più ostico e ancora il più saldo tra i paradossi che io conosca è il seguente:

Vado a lavoro per comprarmi la macchina per andare a lavoro.

Scritto su un muro della mia città questo paradosso può dare risposta a qualsiasi cosa.
E fa riflettere.
Perchè il mondo del lavoro è ancora il più grande paradosso che esista.



sabato 29 aprile 2017

uno sguardo indietro e uno avanti

E poi cadi.
Perchè tanto stai camminando con il cellulare in mano, non vedi dove stai andando, ci manca solo che ti metti a fare la moderna macarena con un passo indietro e uno avanti.
Parlo delle famose tradizioni, di cui ci puliamo la bocca da secoli e secoli.
Tradizioni che hanno permesso al nostro paese di essere sempre un passo indietro rispetto agli altri.
Questa famosa apertura di vedute che ci fa vedere al mondo come il classico gruppetto di contadini con forconi e torce.
La tecnologia avanza, aiuta a vivere, complica la vita? può darsi.
Ma c'è e se usata bene può permetterci di sopravvivere qualche anno in più..
Ma noi la usiamo male.
Buona giornata e buon week.


sabato 8 aprile 2017

che mese del cactus

Eh si è proprio un mese del cactus.
Primavera pollini e allergia.
Un pò piove, un pò sole, non si sa come vestirsi.
Le giornate si allungano ma si accorcia la mia voglia di lavorare.
Andare a lavoro con queste belle giornate in un posto dove il tempo non esiste che non ha neanche le finestre mi fa sanguinare il cuore.
Massì poi arriva il weekend.
Piove.
sigh!




domenica 26 marzo 2017

Il goblin

La nuova scimmia del periodo.
Il videogioco "Styx Shard of darkness" dove il protagonista è un goblin.
http://multiplayer.it/recensioni/180931-styx-shards-of-darkness-il-goblin-letale.html?piattaforma=ps4
Mollatemi.














Ne approfitto per linkarvi una pagina molto interessante e divertente http://ohrizzonti.blogspot.it/ di un paio di amici che saluto.

sabato 4 marzo 2017

La chiamavano apocalisse.

Nei testi antichi di Jonathan e Erik l'apocalisse viene descritta come un catastrofico evento che porterà oscurità al mondo che conosciamo.

Quindi niente internet, niente tv, niente smartphone.

Solo il caos.

Rimarranno solo i libri, libri sulla politica, scritti da giornalisti tv.

Ad annunciare questo evento, i libri antichi parlano di quattro cavalieri che scendono dal cielo sui loro cavalli.
Non sono i cavalieri dello zodiaco.
Nello specifico sono facebook, twitter, instagram e snapchat.
Secondo i testi di Natasha ognuno di loro cavalca un destriero di un particolare colore.
Nello specifico il cavallo di facebook è rappresentato dai colori blu e bianco, quello di twitter l'azzurro chiaro, quello di instagram un brutto gradient dal giallo al viola, mentre snapchat giallo a puntini neri.
Nel libro di Katyusha invece ognuno ha un immagine profilo caratteristica e un'immagine di copertina divertente.
E le story...ahh le story...
Il vostro tempo è scaduto, guardate su nel cielo e li vedrete arrivare.

I social!